Da circa dieci anni con l'applicazione della nuova legge che determina i contratti di locazione e che rende libero il mercato degli affitti, il numero degli sfratti per morosità è in costante aumento a causa soprattutto dell'avanzare della crisi capitalista che colpisce le fasce più deboli della popolazione: giovani, precari, anziani, cassa integrati, migranti; ma determinato anche da cause nei tribunali, dove gli inquilini sfrattati non vengono neanche consultati nelle "udienze".

Alle problematiche abitative gia critiche degli autoctoni della città di bari, si sono aggiunti i problemi legati all'accoglienza dei rifugiati politici. Chi scappa dalla guerra, dalla fame e dalla desertificazione
dapprima rinchiuso in strutture di "accoglienza" (C.A.R.A.), in attesa di ricevere lo status di rifugiato politico, e una volta ottenuto, costretto in base ai trattati di Dublino a legarsi per tutta la durata del permesso di soggiorno alla città che lo rilascia.

Quindi il 15 dicembre 2009 dopo un presidio durato due giorni e due notti davanti al comune di Bari, che ha visto le istituzioni colpevoli di un vergognoso silenzio, una seconda occupazione ha sconvolto la mortifera politica locale barese.
Un'ex liceo abbandonato all'incuria alla polvere e al degrado da anni, sicuramente non degno di diventare una casa per gente, che per diritto sancito dalla comunità europea, cui spetterebbe una sistemazione migliore.
Una città con le problematiche abitative come quella barese, non dovrebbe lasciarsi condizionare dall'intreccio politica-affari, ma costruire sul diritto dell'abitare, politiche di equità sociale e di ripresa comune degli spazi sinora negati, invece a tre mesi dall'occupazione l'amministrazione comunale mette in vendita non solo il l'ex Socrate ma una serie di immobili di proprietà comunale sfitti o in stato di abbandono!

In assenza di proposte concrete in tema di case popolari, sfratti, nuove o diverse politiche dell'abitare chiediamo il riconoscimento del diritto dell'abitare!
Sentiamo la necessità di liberare energie e culture contro l'esclusione e il razzismo, di riprendersi il territorio con pratiche unitarie, continuando a gettare le basi per una società dove l'uguaglianza sociale, la lotta per beni e diritti comuni diventino prassi e patrimonio collettivo.
C'è necessità di imprimere più potenza all'azione sociale su tutto il territorio nazionale, per sfondare quell'impermeabilità delle istituzioni pubbliche, quelle in cui prende forma la "democrazia" in questo paese, alle istanze dei movimenti e di tutte le iniziative da parte di cittadinanza attiva, nonchè smascherare quei rapporti servili delle istituzioni con quella cultura mercantile che per sua natura è sorda ad ogni progetto che non si armonizza con le logiche della speculazione.

I diritti e i bisogni della gente non potevano attendere i tempi e le scadenze di una politica sempre più lontana dalle problematiche sociali.
Dall'occupazione del ferrhotel abbiamo visto e sentito solo una serie di promesse puntualmente disattese.
Sentiamo da più parti in italia una diffusa maturità politica e sociale dei movimenti per il diritto alla casa, e pensiamo sia giunto il momento di far convergere le lotte e di far sentire la nostra voce sia a livello locale che globale.
(ph. Felisiano Bruni-Rumore Collettivo)
(ph. Felisiano Bruni-Rumore Collettivo)
Collettivo di supporto ex Socrate Occupato
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